All’ indirizzo https://umbriawaydeveloper.wordpress.com/2020/03/16/lean-startup-istruzioni-per-luso-terza-puntata/ ci siamo addentrati ancora di più nelle logiche del Lean Startup. Continuiamo investigando quella fase delicata e critica definita nel ciclo di lavorazione come Business Model Canvas, dare un occhiata anche al sito https://www.businessmodelcanvas.it/ dove tutti i i principi analitici vengono messi in evidenza. IL BMC ci consente di avere un panoramica completa di tutta la nostra attività. Nel quadro generale racchiuso in nove aree non vedremo solo il problema e la soluzione ma tanti altri blocchi che prenderanno in esame i rischi da mitigare, le metriche e le proiezioni che ci serviranno per modificare il ciclo produttivo se qualcosa non funziona, quali sono le strade da seguire verso la sostenibilità dell’ idea primaria che come detto è il nostro obiettivo primario perchè senza una analisi costi / ricavi non possiamo andare da nessuna parte. Il Business Model arriva da un famoso libro di Alexander Osterwalder dove si cerca di capire tutte le componenti della macchina, come appunto quali sono i problemi e come li rsolvo, se ci sono delle alternative, quale è la nostra VALUE PROPOSITION, come facciamo a raggiungere i nostri clienti e con quali canali, quali sarà la nostra comunicazione verso gli EARLY ADVISOR coloro che per primi beneficerannhttps://en.wikipedia.org/wiki/Alexander_Osterwaldero del nostro prodotto servizio. Nel BM canvas cercheremo di vedere quali sono le aspettative del cliente, a chi devo vendere, quale prezzo applicare. Cercheremo di puntare a delle sfide con delle metriche a sostegno (voglio raggiungere cento clienti entro 1 mese misurando careelli e visualizzazioni), quali vantaggi competitivi abbiamo rispetto alla concorrenza. Nel BMC testeremo ogni singola ipotesi, cercheremo di focalizzarci creando community, cerchiamo di inquadrare tutte le nostre attività cercando sempre di puntare alla sostenibilit perchè il nostro progetto ha bisogna di benzina per andare avanti. Prenderà in considerazione un CLAIM (la promessa) vincente che crea valore (Umbriaway utilizza il claim risorse da scoprire e valorizzare), si cercherà quindi in unica occhiata di rispondere alla domanda base ossia: come posso rendere tutto profittevole? Siamo all’ interno di una fase atratta e teorica con il BMC per questo adesso approfondiamo la nostra idea di prodotto minimale da offrire ai nostri potenziali clienti. Per mettere in piedi un qualcosa che da demo diventi MVP (minimum viable product) quindi già funzionale per il cliente dobbiamo sprecare meno risorse possibili una volta centrato l’obiettivo primario che è quello della trasmissione del valore oltre a quello delle funzionalità pratiche a beneficio degli advisor. Problema, soluzione e costruzione del prodotto per validare il business model canvas quindi. Dopodichè c’è il banco di prova per eccellenza ossia quello del lancio del prodotto per ottenere le metriche. L’idea è quella di creare una ruota dove il prodotto viene testato e argomentato per dare dati al produttore per migliorarlo. Il ciclo di sviluppo deve essere attivato e alimentato senza perdere di vista valore e vision. La velocità da sola non basta senza una rotta da seguire. Per portare il valore definito nel BMC al momento della nostra lampadina che si accende dobbiamo sperimentare il mercato cercando di raggiungere nel tempo un livello di perfezione del prodotto attraverso un apprendimento costante e una sperimentazione continua tenendo conto che il fallimento non è la fine di tutto, ma solo l’inizio.