Dunque come si diceva avere un cattivo piano negli scacchi è meglio ni non averne nessuno. Definire una strategia SEO è quindi vitale per organizzare idee, contenuti, piani editoriali e linee temporali per raggiungere degli obiettivi compatibili da raggiungere. Capire se vogliamo ristrutturare il nostro vecchio sito o generarne uno nuovo. Abbiamo già una storicità di dominio? Il nostro sito deve diventare multilingua? E il nostro blog come deve essere strutturato? Insomma ci facciamo delle domande e ci diamo delle risposte alla Marzullo per farci una idea generale su come partirà il nostro progetto e sul tipo di impegno richiesto. Posso anche pensare di monitorare delle azioni come ad esempio la generazione di una tabella che studia i movimenti nelle serp del mio sito “cipolla fresca”. Con quattro colonne data, obiettivo, azioni, risultato ottenuto posso ad esempio vedere quale con quale efficacia quella tecnica ha prodotto quel risultato (data: xx-xx-xxxx, obiettivo posizionamento aziendacipolla.html, azione modificato tag da h1 a h2, riscrittura codice HTML, rosultato ottenuto xx-xx-xxxx miglioramento di una posizione nella serp per keyword “cipolla fresca”). Azioni e obiettivi prefissati dunque. Non vi sono tempistiche definite in un progetto SEO per cui fare preventivi in questo settore diventa improbabile visto che è tutto basato su stime e deduzioni empiriche. Dopo la SEO arriva la SINERGIA con il WEB MARKETING. Imparando a conoscere il target di riferimento e i loro bisogni e l’analisi del mercato di riferimento possiamo modellare una serie di mosse che prevedono anche l’uso potenziante di strumenti a pagamento come il PPC o pubblicità display. Insomma bisogna sfruttare il cento per cento del potenziale messo a disposizione dalla reta senza esclusione di nessun strumento per poter fare la differenza curando i dettagli. Ovviamente le strategie che non producono risultati vanno modificate. Finche alla successiva azione di controllo e di monitoraggio ci si accorge che la RIMODULAZIONE sta producendo gli effetti sperati. Quindi come nel gioco degli scacchi noi imprenditori possiamo fare le nostre mosse sul versante dell’ ANALISI INTERNA e quella ESTERNA fattori che conosciamo nella SEO come fattori ON PAGE ed OFF PAGE. Poi andremo a parare nel SEM con una elaborazione e l’analisi dei risultati ed eventualmente potenziare l’ INBOUND MARKETING, ossia quel processo automatizzato per cui sarà l’utente a trovare noi, disciplina quest’ ultima che migliora il TASSO DI CONVERSIONE E LA FIDELIZZAZIONE, perchè i clienti fedeli ci stimano e acquistano volentieri le novità che facciamo uscire nel mercato. Pensiamo solo all’ importanza dei WEBINAR organizzati gratuitamente per offrire consulenze qualificate e credibili in determinati settori di competenza, soprattutto in ambito formazione. Torniamo al SEO ON PAGE. Per creare una sinergia con i motori di ricerca necessità una OTTIMIZZAZIONE ON PAGE dove curerò alcuni dettagli come il nome di dominio, il nome dei file, le intestazioni e i link interni ed esterni. Le buone strutture di navigazione sono RESPONSIVE. Poi si passa al SEO OFF PAGE dove il mio dovere è quello di proporre sempre CONTENUTI NUOVI e AGGIORNATI mettendo in atto politiche di LINK BUILDING che funzionano e curando la LINK POPULARITY. Noi come esperti SEO vogliamo feedback da parte degli utenti e mettere in evidenza il nostro sito su FORUM, BLOG e SOCIAL NETWORK. SMM e SMO fanno parte del SEM ossia Social Media Mrketing(SMM) e la Social Media Optimization (SMO); il primo lavora per la promozione dei siti e il secondo per valorizzare contenuti per keywords. Una delle tecniche più utilizzate nel SEM è il KEYWORD ADVERTISING, cioe GOOGLE ADWORDS che è diverso da GOOGLE ADSENSE, la pubblicità ADSENSE. Poi alla fine si lavora per monitorare i frutti del nostro lavoro e capire dove abbiamo centrato gli obiettivi e dove no. Tutto va misurato anche gli scambi link o lo scambio banner. Il POSIZIONAMENTO ORGANICO Quindi arriva non più attraverso una tecnica secca basata solo sulla parola chiave ma attraverso un gioco combinato di azioni collegate all’unisono. L’outbound marketing è più dispendioso rispetto all’ INBOUND MARKETING dove basta un video ben ottimizzato per muovere i risultati nelle SERP e valorizzare i contenuti per legare le aziende a tanti potenziali clienti. Con un impegno costante in INBOUND MARKETING è quindi possibile migliorare sia il tasso di conversione dei contatti, sia la fidelizzazione dei clienti oltre alla credibilità del proprio BRAND (REPUTATION) e alla propria VISIBILITA’.

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