social media marketing UmbriaAll’ indirizzo http://www.chessgames.com/perl/chessgame?gid=1000089 ce sta questa partita giocata nel lontano 1900 spaccato dove Mikhail Chigorin vs James Mortimer Paris (1900), Paris FRA, rd 12, Jun-08 Vienna Game: Vienna Gambit. Steinitz Gambit Zukertort Defense (C25) dove il bianco vince in meno di trenta mossa giocando a un certo punto la funambolica 18 Rc4!! e umiliando così il povero MORTIMER, il cui cognome é tutto un programma. Parigi doveva essere fantastica in quel periodo che aveva da poco ospitato l’esposizione universale con tutto quel fermento di invenzioni cinematografiche e quel trambusto di pittori che creavano stili ed epoche mozzafiate sulle tele, ma certamente fu letale quel giorno per il povero MORTIMER che chissà perché richiama anche le gesta di Dickens con il suo famoso detective Holmes. Quale lezione dobbiamo trarre da questa osservazione voyeristica? Intanto che giocare per la patta fa male e questo ci era stato ribadito anche da un GM divo di Hollywood all’ indirizzo di social media marketing https://umbriawaydeveloper.wordpress.com/2018/01/19/come-propiziare-il-gioco-caotico-sulle-64-caselle-con-il-jdk-di-oracle-installare-prima-dell-uso/. A questo punto appagati per la prestazione eccelsa di Chigorin non ci resta che vedere che centra il GM ECLIPSE come IDE per Java e come si installa e si rende operativo. Si digita Eclipse e si installa da http://www.eclipse.org/downloads/eclipse-packages/ facendo attenzione a individuare la versione corrispondente per il proprio sistema operativo. Durante l’installazione il software permette di scegliere la tipologia di linguaggio, in questo caso scegliamo Java. Di solito la Java EE developers é ok ma a seconda delle esigenze si sceglie il proprio pacchetto. Dopo l’installazione la prima cosa che verrà richiesta é quella di impostare il WORKSPACE o la cartella di lavoro dove al suo interno ci sarà un progetto per ogni cartella. Occorre spuntare la volontà di riutilizzare quel folder anche durante il secondo riavvio e i successivi. Posso anche disabilitare l’impostazione coreografica di default. Eclipse contiene il menù in alto, la parte della gestione folder e files, l’area di lavoro centrale sul codice e altre sezioni. Occorre però configurare la base dati del JRE dal menu preferenze che di solito é già settato di default, dopodiché si arriva al risultato finale in esecuzione del nostro primo programma Ciao Mondo e della stesura della nostra prima classe. Da notare il costrutto per neofiti:

package it.corso.java;

public class Ciao {

public static void main(String[] args) {
System.out.println(“Ciao Mondo”);

}

}

che apre inquietanti interrogativi sul perché e il per come funziona il linguaggio con queste strutture e l’immancabile metodo MAIN qui inserito staticamente. Se provassimo a scrivere System.out.println(“Ciao Mondo”); verrebbe generato un errore in quanto Java ereditando le rigide regole da C e C++ vuole altrettanto che le sue costruzioni siano poco creative, per cui sotto nell’ area CONSOLE verrebbe generato un errore e anche a video nel codice si noterebbe un ondina tratteggiata sotto la stringa incriminata. Abbiamo accennato con social media marketing Umbria a quella che sembra una facile installazione di ECLIPSE. Mostrata così con il risultato del codice in esecuzione sembra tutto lineare ma ci possono essere numerose problematiche dal punto di vista pratico, ad esempio nel lanciare l’eseguibile per installare la nostra IDE: se non vede sotto C:\java con le sue librerie JRE non ci sarà mai un domani! In ogni caso stiamo parlando di un ambiente molto flessibile che permette numerose personalizzazioni anche in corsa per esempio sotto preferenze devo fare attenzione a settare delle librerie JAVA versioni antecedenti alla 5 pensando poi di riutilizzare quel codice per versioni successive che non supportano quei metodi ormai antiquati (si fa per dire). Da notare anche che sulla parte sinistra abbiamo creato il nostro primo packages contenente un cassetto di codice ribattezzato it.corso.java che sostanzialmente non é altro che un contenitore armadio che trasforma le nostre classi in codice snippet riutilizzabile e individuabile facilmente dalla tipologia di nome per importare le nostre funzionalità già create in nuovi progetti.

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